EXECUTIVE SUMMARY
- Hoop Club, attraverso il suo veicolo Chroma, ha acquisito una partecipazione in FILA S.p.A. (“FILA” – ISIN: IT0004967292), leader globale nel settore degli articoli per le arti visive, quotata alla Borsa di Milano. FILA capitalizza circa €460 milioni (∼ € 9,05 per azione).
- FILA ha completato nel corso degli ultimi anni una profonda trasformazione senza dare nell’occhio: il debito è diminuito in modo consistente, i margini sono aumentati e la sua scommessa su DOMS si è trasformata in una storia di crescita con una quotazione di successo in India.
- Eppure, la narrativa di mercato resta ancorata al passato. Il titolo continua a scambiare a multipli compressi, ignorando la capacità di FILA di generare cassa (circa 40-50 milioni di euro di free cash flow normalizzati) e l’opportunità strategica e finanziaria rappresentata da DOMS Industries.
- La società detiene una partecipazione del 26% di DOMS Industries Ltd., leader indiano quotato nel settore della cancelleria, con una capitalizzazione di mercato di circa 1,52 miliardi di euro, per un valore di circa 396 milioni di euro. Solo questa partecipazione equivale quasi all’attuale capitalizzazione complessiva di FILA.1
- Un semplice approccio Somma-delle-parti evidenzia la sottovalutazione:1
- Partecipazione in DOMS ≈ €396m
- Capitalizzazione complessiva di FILA ≈ €460m
- => Core business implicito pari a ~€64m (ossia market cap totale meno quota DOMS) → valutato a < 2x EV/EBITDA e con un rendimento FCF >70%.2
- Il mercato sta completamente ignorando la storia: DOMS non è valutata né come asset finanziario, né come asset strategico. Proponiamo due chiavi di lettura:
- Scenario I: DOMS come asset finanziario. Anche applicando un pesante sconto holding del 50%, FILA scambia a ~3,2x EV/EBITDA con un rendimento FCF >25% – multipli raramente osservati per un franchise globale stabile.
- Scenario II: DOMS come asset strategico-industriale. DOMS sostiene la strategia di crescita di FILA, fornendo prodotti entry-level per l’Europa e detenendo i diritti esclusivi di distribuzione FILA in India e in parte dell’Asia. Questo modello ibrido combina la stabilità di un business generatore di cassa con la crescita dei mercati emergenti. Una futura integrazione tra i due player appare sempre più probabile.
- In entrambi gli scenari, anche un parziale riconoscimento da parte del mercato del valore di DOMS e dei flussi di cassa di FILA giustificherebbe un raddoppio della valutazione.
- A nostro avviso, il mercato sta ancora prezzando il 2020, non il 2025.
Ringraziamo i nostri amici di Auriga Partners SA per le preziose sessioni di confronto e le discussioni che hanno aiutato lo sviluppo di questo Position Paper.
BACKGROUND: FILA – IL GRUPPO DIETRO LA MATITA PIÙ FAMOSA AL MONDO

FILA (FILA:IM) è un leader mondiale nel settore delle matite e delle forniture artistiche, con un’attività che si estende da oltre un secolo. Con sede a Pero, vicino Milano, l’azienda è specializzata nella produzione e distribuzione di matite in grafite e colorate, insieme a un’ampia gamma di strumenti creativi.
Oggi la società è presente in oltre 150 Paesi, con solide quote di mercato – in particolare negli Stati Uniti e in Europa -supportata da una catena di fornitura globale e diversificata.4
I lettori americani o europei riconosceranno facilmente uno o più marchi del Gruppo. Il portafoglio comprende brand locali ben conosciuti, tra cui Dixon Ticonderoga – noto per le iconiche matite gialle Ticonderoga, leader di categoria negli Stati Uniti – Lyra, lo storico marchio tedesco con cui sono cresciuti molti bambini a scuola, e Giotto, un nome familiare per ogni famiglia italiana.

Il Gruppo nasce a Firenze nel 1920. FILA – acronimo di Fabbrica Italiana Lapis ed Affini – si afferma rapidamente come uno dei principali produttori italiani di matite e pastelli, con i marchi FILA e Giotto utilizzati da studenti e artisti come strumenti di apprendimento ed espressione creativa.
Nel 1994, Massimo Candela, esponente della terza generazione della famiglia imprenditoriale, assume la carica di CEO. Da quel momento, FILA adotta un’ambiziosa strategia internazionale: diventare il principale player globale nella progettazione, produzione e distribuzione di strumenti creativi per bambini, artisti professionisti e hobbisti.6
Da allora, l’azienda si trasforma progressivamente da realtà locale a punto di riferimento consolidato a livello mondiale. Nel 2005 compie un passo strategico rilevante con l’acquisizione di Dixon Ticonderoga, storico produttore statunitense di strumenti di scrittura, materiali artistici e prodotti per ufficio, con sede in Florida e radici che risalgono al 1795 (ticker: DXT:US).7
Grazie a Dixon, FILA rafforza la propria presenza oltreoceano, conquistando nuovi consumatori e ampliando la capacità produttiva, mentre integra un marchio profondamente radicato nella tradizione americana.
Le acquisizioni successive seguono la stessa logica: consolidare un settore altamente frammentato, valorizzando brand locali riconosciuti e sfruttando il know-how specialistico per massimizzare le sinergie produttive e commerciali.

Nel 2015, FILA approda sul mercato azionario italiano attraverso la SPAC Space S.p.A. Già allora, come sottolineato nella presentazione agli investitori, i ricavi erano concentrati in Europa, ma la direzione strategica era chiara:
crescere rapidamente, sfruttare l’efficienza, generare free cash flow.
FILA IN BORSA: UNA STORIA A TINTE FORTI
Agli investitori, la vicenda di FILA si mostra fin dall’inizio promettente: una società storica con margini in crescita, operante in un mercato in consolidamento, dotata di robuste capacità di generazione di cassa, un solido track record nelle operazioni di M&A e, soprattutto, guidata da un CEO stimato e capace di dialogare con il mercato.

La quotazione in Borsa diventa immediatamente il trampolino per una stagione intensa di acquisizioni. Il 2016 è un anno chiave, con l’ingresso di quattro marchi di rilievo internazionale, rafforzando la posizione di FILA nel settore delle belle arti:
- Canson: storico produttore francese di carta per le belle arti;
- Daler-Rowney: specializzato in colori acrilici, oli e pastelli;
- Lukas: marchio tedesco con una lunga tradizione nelle forniture artistiche, apprezzato persino da Vincent van Gogh;
- St Cuthberts Mill: produttore inglese di carte per artisti attivo dal XVIII secolo.

Il mercato risponde con entusiasmo: a fine 2017 il titolo segna un rialzo superiore all’80% rispetto al prezzo di quotazione,9 trasformando FILA in una delle small-mid cap italiane più ricercate dagli investitori. Ma già l’anno successivo si profila una “tempesta perfetta”.
Il 2018 segna un anno cruciale per FILA. Le tensioni tra fratello e sorella della famiglia Candela degenerano in una vera e propria contesa sulla quota di minoranza (34%) della holding Pencil Srl, azionista di controllo di FILA.10
Le indiscrezioni su un possibile coinvolgimento di Elliott Management, seguite dall’ingresso del fondo Blue Skye – noto per approcci attivisti in situazioni speciali – e dalla conseguente battaglia legale, generano forte incertezza sulla governance del gruppo.11 La disputa troverà soluzione solo nel 2022, quando Massimo Candela rileva l’intera proprietà di Pencil Srl,12 ma gli anni di conflitto furono indiscutibilmente traumatici per FILA.
A giugno dello stesso anno, FILA mette a segno la più grande acquisizione della sua storia: Pacon Holding Company, valutata 325 milioni di dollari e finanziata attraverso un pacchetto di debito da 520 milioni di euro.13 Con sede ad Appleton, Wisconsin, Pacon è leader nelle forniture per arti e mestieri e rappresenta un tassello chiave nella visione di Candela di rafforzare la presenza negli Stati Uniti. Al momento dell’acquisizione, la società generava circa 500 milioni di dollari di ricavi, con un catalogo di oltre 8.500 prodotti.
Per contenere subito l’indebitamento, il CdA approva un aumento di capitale da 100 milioni di euro, interamente sottoscritto nel marzo 2019.14
Nonostante un anno estremamente turbolento per il gruppo e per i mercati finanziari, segnato da Trump Tariffs 1.0, il fallimento dell’accordo Brexit di Theresa May, la volatilità dei mercati energetici e tecnologici e la crisi di bilancio italiana, il titolo FILA riesce comunque a difendersi piuttosto bene.
Poi arriva il COVID-19.

Non è necessario soffermarsi a lungo sugli effetti dirompenti di una pandemia globale per una società che trae oltre metà dei propri ricavi dal settore scolastico e da ufficio. Il sentiment degli investitori fu comprensibilmente scosso e l’elevato fardello debitorio, che a fine 2020 aveva superato le 5x l’EBITDA non contribuì certo a rafforzare la fiducia del mercato.15
Le chiusure di scuole e uffici, le interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali e un outlook incerto mettevano seriamente in discussione la storia di crescita che gli azionisti avevano vissuto con FILA; al contrario, si ritrovarono soci di una società pesantemente indebitata, operante in un mercato che si era fermato da un giorno all’altro.
Gli anni successivi non riportano subito fiducia negli investimenti azionari in generale, men che meno in una società come FILA, complice anche fattori noti come: l’invasione russa dell’Ucraina, l’impennata dei prezzi energetici in Europa, i timori di stagflazione, il rischio recessione e le tensioni politiche negli USA.
Eppure, il management di FILA lavora dietro le quinte per riportare rapidamente i conti in carreggiata. L’obiettivo è ridurre il debito, sfruttando sinergie ed efficienze e utilizzando la cassa per abbassare il leverage.
All’insaputa dei più, un investimento effettuato nel 2011 in una società indiana chiamata DOMS Industries si rivelerà fondamentale per rimettere il gruppo in carreggiata.
DOMS INDUSTRIES: L’UNICORNO ASIATICO FRUTTO DELLA MANO DI FILA
Nel 2011, FILA inizia a guardare con interesse al mercato indiano. Massimo Candela riconosce strategicamente il potenziale di entrare in India, un Paese che all’epoca presentava tassi di natalità significativamente più alti (2,53 nascite per donna contro 1,59 in Europa e 1,89 in Nord America).17
La sua attenzione si concentra su DOMS Industries Ltd., un player regionale nel settore della cancelleria scolastica guidato da Santosh Rasiklal Raveshia, dotato di una struttura produttiva locale e di una rete di distribuzione ben radicata.
Vedendo l’opportunità di conquistare quote di mercato in un Paese in rapida espansione ma in gran parte trascurato a causa della vastità geografica e della frammentazione, Candela decide di investire 41 milioni di euro in DOMS, acquisendo il 51% della società e quindi il controllo.18

Nonostante non siano emerse dichiarazioni pubbliche di Candela su Raveshia, la partnership tra i due leader parla da sé.
Sotto la guida di Raveshia, e con il supporto strategico e operativo di Candela e del suo team, DOMS evolve da fornitore a basso margine a uno dei principali marchi di cancelleria in India. Ciò avviene grazie a una stretta collaborazione tra le due società, che combina il know-how centenario di FILA nella produzione di matite di alta qualità con le capacità locali di produzione e distribuzione di DOMS.
Il tempismo si rivela perfetto: mentre DOMS scala le proprie attività, i consumatori indiani – trainati da una classe media in rapida crescita – iniziano ad adottare strumenti di qualità superiore.20

La collaborazione apre a DOMS una nuova fase di crescita, culminata con una IPO di successo e un piano di raddoppio della capacità produttiva entro il 2025.
Dal punto di vista finanziario, l’investimento in DOMS è stato un vero colpo da maestro: l’IPO ha consentito un cash-out da 80 milioni di euro21 e la partecipazione del 26% che FILA detiene oggi vale circa 400 milioni di euro.16 Inoltre, entro il 2026 DOMS sostituirà la produzione cinese di FILA raddoppiando la capacità, trasformandosi da fornitore locale a motore produttivo strategico per il gruppo.
Le prospettive restano ambiziose: DOMS punta a consolidare una crescita rapida e costante, ampliando ulteriormente la propria quota di mercato in un contesto in cui molti concorrenti faticano a mantenere equilibrio tra prezzo e qualità. Parallelamente, la società guarda già a una diversificazione nei prodotti per l’infanzia, con l’obiettivo dichiarato di evolversi in un vero e proprio conglomerato indiano del childcare.22
Nei prossimi anni, FILA introdurrà sul mercato europeo i prodotti realizzati da DOMS – alcuni anche a marchio DOMS – con una strategia di prezzi competitivi,23 puntando a riconquistare quote nel segmento low-cost oggi dominato da competitor cinesi e private label.
Parallelamente, DOMS assumerà il ruolo di distributore esclusivo dei marchi FILA in India, rafforzando una relazione sempre più simbiotica, basata sulla condivisione di know-how, capacità produttive e sviluppo di prodotti orientati alla qualità.

Questo conferma DOMS non solo come un asset finanziario, ma come un partner industriale chiave nella strategia europea di FILA.
Candela siede attualmente nel CdA di DOMS e mantiene una forte influenza attraverso i diritti di governance detenuti da FILA, tra cui la facoltà di nominare il presidente della società.24 L’accordo parasociale tra le due società prevede che FILA conservi tali prerogative fintanto che detiene almeno il 20% del capitale: in altre parole, potrebbe cedere circa un ulteriore 6% senza compromettere i propri diritti di governance.
DOMS Industries è di per sé una società straordinaria e invitiamo i lettori a guardarla più da vicino.

IL GRUPPO FILA OGGI: UNA MULTINAZIONALE TASCABILE IN UN MERCATO FRAMMENTATO
Oggi FILA è un player globale consolidato nei segmenti di mercato in cui opera. Secondo dichiarazioni del management, la società detiene:
- oltre il 50% di quota di mercato nel segmento delle matite in grafite;
- circa il 60% del mercato francese e oltre il 20% di quello spagnolo della carta scolastica;
- più del 50% del mercato europeo di matite, pennarelli e pastelli.
Sul fronte delle belle arti (un mercato dal valore stimato di circa 1 miliardo di euro), FILA copre oltre il 50% del mercato globale della carta da disegno e da pittura.26
La Capital Markets Presentation (Q3-2024) offre un quadro dettagliato sulle dinamiche di mercato, il posizionamento dei brand e la concorrenza nei diversi segmenti, evidenziando un netto miglioramento nella comunicazione della società con il mercato e una volontà più chiara di riallineare la strategia con gli investitori.

Di seguito, alcune slide tratte dalla presentazione aziendale di FILA del 2020 con alcune cifre chiave: (Nota: i numeri e il posizionamento dei brand tengono conto di DOMS, che è stata consolidata nei conti di FILA fino ai risultati dell’esercizio 2023, prima che la partecipazione venisse ridotta dal 31% al 26% a fine 2024. I volumi possono riflettere parzialmente criteri di rendicontazione precedenti).


FILA si trova quindi ben posizionata in due mercati distinti, con caratteristiche differenti:
| Mercato delle forniture scolastiche ed educative | Mercato delle belle arti |
|
|
La società resta fortemente dipendente dal segmento scuola & ufficio, che pesa circa il 67% dei ricavi (con focus su carta, strumenti di disegno e scrittura). Il segmento Belle Arti rappresenta circa il 29% del mix, grazie a carta e prodotti artistici premium. Il restante 4% deriva da offerte “industriali”, come la carta di alta gamma per stampa o applicazioni di nicchia.32
Per soddisfare la domanda globale, FILA dispone di una supply chain strutturata, con 22 stabilimenti produttivi e 32 filiali commerciali distribuite nel mondo. Circa il 50% della produzione è “local for local”, ossia soddisfa i mercati locali con impianti vicini alla domanda. Questa configurazione deriva dalla strategia di crescita via M&A dell’ultimo decennio. 33

Attualmente FILA sta attuando il piano 2025-2029 di razionalizzazione operativa, che prevede di semplificare la produzione: entro il 2026 uscirà completamente dalla manifattura in Cina, riallocando la capacità in India e in un nuovo stabilimento in Cambogia.35 Parallelamente, sta valutando un consolidamento della base produttiva europea, con possibile riduzione del numero di siti.
Vale la pena notare che l’India non compare nella mappa di produzione del gruppo poiché DOMS non rientra più nell’area di consolidamento. Tuttavia, come delineato nel piano strategico 2025-2029, il motore di crescita indiano rappresenta un tassello cruciale della strategia e delle prospettive di sviluppo future di FILA.36
IL NOSTRO PUNTO DI VISTA: COME VALUTARE FILA
Guardando a FILA e DOMS, riteniamo che il valore della partecipazione nella società indiana possa essere riassunto in tre pilastri principali:
| Pilastro | Punti Chiave37 |
| Commerciale |
|
| Strategico |
|
| Finanziario |
|
Sulla base di questi pilastri, proponiamo due scenari di valutazione per FILA:
SCENARIO I: FILA come “cash cow”; DOMS come asset finanziario.
- Valore attuale della quota in DOMS: ~€396m
- Valore implicito di FILA al netto della quota DOMS: ~€185m (Market Cap implicita ~€54m)
Multipli di valutazione (netti della quota DOMS):
- EV/EBITDA2025e: 1.6x
- FCF Yield2025e: 78.8%
Anche applicando un prudenziale sconto del 50% sulla quota in DOMS, la valutazione del business core di FILA rimane estremamente contenuta (EV/EBITDA = 3,9x; FCF Yield = 19,1%). Ricordiamo che FILA registra circa €600m di ricavi e un EBITDA vicino a €100m, con leva pari a soli 1,2x EBITDA (escluso IFRS16).

SCENARIO II: FILA non è solo una cash cow; DOMS è il driver di crescita del Gruppo.
- ROCEFILA, 2024: 7.85%
- ROCEDOMS, 2024: 24.30%
- ROCE combinato di FILA considerando il 26% in DOMS: 14.17%
Il ROCE combinato di FILA è del 14,17%, ben superiore al costo del capitale (~9-10%) e quasi doppio rispetto al ritorno implicito nelle attuali valutazioni. Eppure il mercato sembra trattare FILA come un business a bassa crescita e bassa redditività, ignorando il contributo positivo di DOMS.
Alcuni investitori vedono nella possibile cessione di un ulteriore 6% di DOMS un catalizzatore per una rivalutazione del titolo. Concordiamo che potrebbe avere un forte impatto sul mercato, ma i numeri sul ROCE suggeriscono che FILA dovrebbe in realtà aumentare la propria partecipazione in DOMS, massimizzando i ritorni sul capitale investito e sfruttando al meglio le sinergie industriali e commerciali con il mercato indiano in forte crescita.
Tuttavia, riconosciamo la complessità di questo metodo di valutazione. Un approccio più semplicistico potrebbe consistere nel consolidare i dati finanziari di FILA e DOMS, vista la forte interconnessione industriale. Anche riconoscendo solo il 26% delle performance di DOMS, il gruppo verrebbe comunque valutato a multipli inferiori a 4x EV/EBITDA, pur essendo un top performer in termini di margini e conversione di cassa.
Qualunque sia l’angolo di analisi, il titolo mostra un evidente significativo mispricing.
Il punto chiave, indipendentemente dal metodo, è chiaro: esiste un potenziale di re-rating significativo, anche solo tramite un riallineamento di mercato. La tesi diventa ancora più convincente se si considera l’ampiezza e la profondità delle sinergie tra FILA e DOMS (prodotti, know-how industriale, mercati servibili).
Questi fattori rendono sempre più probabile che le due società esplorino opzioni strategiche straordinarie per rafforzare la leadership globale, incluso un’eventuale combinazione industriale. Questa ipotesi è già stata riconosciuta pubblicamente da Massimo Candela a giugno di quest’anno.
Il risultato più naturale sarebbe una fusione in cui l’entità più grande acquisisce la più piccola, utilizzando eventualmente le azioni quotate in India come valuta di scambio. Questo potrebbe aprire la strada a una doppia quotazione del Gruppo sia in India che in Europa.
A nostro avviso, un’unica società avrebbe tutte le carte in regola per imporsi come leader globale indiscusso della categoria, grazie alla forza del proprio heritage di marchi, all’ampiezza della gamma, alla presenza internazionale e alle consolidate competenze operative.
CONSIDERAZIONI FINALI
FILA è una di quelle rare aziende che gli investitori sembrano aver dimenticato, ma per i motivi sbagliati. Dietro le percezioni di turbolenze passate si nasconde una multinazionale resiliente, generatrice di cassa, con presenza globale, marchi iconici e una strategia di lungo periodo che sta producendo risultati concreti.
La società è guidata da un azionista di maggioranza focalizzato e visionario, la cui intuizione strategica si è dimostrata più volte corretta: dall’acquisizione di Dixon, che ha consolidato la quota di mercato negli Stati Uniti, all’espansione nel settore delle belle arti per hobbisti, che ha protetto FILA durante il crollo della domanda di prodotti scolastici nella pandemia, fino alla scommessa anticipata su DOMS, oggi trasformata in un unicorno industriale.
La “tempesta perfetta” (criticità sulla governance, picco di leva finanziaria, effetti del COVID) che ha gravato su FILA, è ormai alle spalle.
Siamo consapevoli che la situazione geopolitica e di mercato resti incerta, specialmente per una società con un’impronta globale. Tuttavia, anche escludendo considerazioni di breve periodo come la volatilità sui cambi valutari o i rischi tariffari, ciò che rimane è un business con fondamentali solidi, una posizione competitiva robusta e un partner strategico in DOMS che offre upside finanziario e leva operativa su più continenti.
Abbiamo inoltre osservato un netto miglioramento nella comunicazione di FILA con il mercato e un approccio più chiaro e orientato all’espansione, coerente con il suo ruolo di player globale e di riferimento nel settore degli strumenti creativi.38
Eppure il titolo continua a scambiare a 3-4x EV/EBITDA. Nessun riconoscimento della quota in DOMS. Nessun riconoscimento per il turnaround. Nessuna valorizzazione del piano industriale in esecuzione.
I mercati non restano ciechi per sempre. Prima o poi, la storia di DOMS verrà riconosciuta, o un catalizzatore costringerà a farlo.
Nel frattempo, gli investitori hanno un’occasione unica per entrare in un business sottovalutato, con esposizione globale, flussi di cassa di alta qualità e un potenziale di re-rating significativo.
L’opportunità è sotto gli occhi di tutti. Ma il tempo per coglierla è limitato.
Milton Friedman, mostrando una matita gialla Ticonderoga, disse: “Nessuna singola persona può produrre questa matita.” Aveva ragione. FILA ha costruito un impero su questa verità: una rete globale di fornitori, fabbriche, marchi e mercati.
Per il mercato, FILA resta poco più che un produttore di cancelleria. In realtà è un network globale sottovalutato, un sistema di valore che opera sotto gli occhi di tutti.
- Nota: tutti i prezzi delle azioni sono stati aggiornati l’ultima volta il 17/09/2025; Fonte: Bloomberg.[↩][↩][↩]
- Fonte: Bloomberg; l’EV/EBITDA di FILA esclude gli effetti IFRS16 e considera la market cap fully diluted.[↩][↩]
- Le immagini utilizzate in questo documento sono state estratte da contenuti pubblicamente accessibili sui domini: https://www.filagroup.it/en/the-group/brands-and-products/, e sono utilizzate esclusivamente per finalità di informazione e analisi, prive di scopo commerciale, nel rispetto dell’art. 70 della Legge 22 aprile 1941, n. 633 sul diritto d’autore.[↩]
- Per maggiori dettagli, consultare sito web, analisti e wikipedia.[↩]
- Le immagini utilizzate in questo documento sono state estratte da contenuti pubblicamente accessibili sui domini: Ticonderoga,Reddit e sono utilizzate esclusivamente per finalità di informazione e analisi, prive di scopo commerciale, nel rispetto dell’art. 70 della Legge 22 aprile 1941, n. 633 sul diritto d’autore.[↩]
- Fonte: Intervista di Massimo Candela (IlGiornale), Published 01/09/2010[↩]
- Fonti: SEC Filing, Annuncio di mercato, Wikipedia[↩]
- Fonte: Brand-News.it[↩]
- Considerando Prezzo a dicembre 2017: ∼19 €; Share price of December 2017: ∼ 19€[↩]
- Fonte: Corriere[↩]
- Fonti: IlSole24Ore(1), IlSole24Ore(2)[↩]
- Fonti: Corriere[↩]
- Fonti: FILA Press Release(1),FILA Press Release(2)[↩]
- Fonti: FILA Press Release(1),FILA Press Release (2)[↩]
- Il rapporto è calcolato utilizzando l’indebitamento finanziario netto al netto degli effetti IFRS16 e MTM ÷ EBITDA esclusi oneri non ricorrenti netti ed effetti IFRS16. Fonte: Bilanci FILA – 2020, 2021, 2022, 2023, 2024[↩][↩]
- Note: All Stock prices have last been updated on 17/09/2025; Fonte: Bloomberg[↩][↩]
- Fonte: UN WPP Fertility Rate Data per Paese[↩]
- Fonti: DOMS Website, TimesOfIndia[↩]
- Fonti: Company Filings, Bloomberg[↩]
- Fonti: Business India, “The Unprecedented Expansion of the Global Middle Class” (2017, Working Paper), Reuters[↩]
- Fonte: FILA Risultati Q1-2025[↩]
- Fonti: The Economic Times, DOMS FY2024 Filings[↩]
- Fonte: DOMS Corporate Presentation (p. 6)[↩]
- Fonti: DOMS Governance, DOMS-FILA Shareholder agreement[↩]
- Le immagini utilizzate in questo documento sono state estratte da contenuti pubblicamente accessibili sui domini: https://domsindia.com/rr-fila-group/, e sono utilizzate esclusivamente per finalità di informazione e analisi, prive di scopo commerciale, nel rispetto dell’art. 70 della Legge 22 aprile 1941, n. 633 sul diritto d’autore.[↩]
- Fonte: FILA Q3 Results & Capital Markets Presentation[↩]
- Fonte: EElaborazioni su dati da Company Filings, Bloomberg, Intesa SanPaolo, Equita. Le stime prospettiche sono state elaborate utilizzando equity research pubblicate da broker indipendenti.[↩]
- Nota: i numeri e il posizionamento dei brand tengono conto di DOMS, che è stata consolidata nei conti di FILA fino ai risultati dell’esercizio 2023, prima che la partecipazione venisse ridotta dal 31% al 26% a fine 2024. I volumi possono riflettere parzialmente criteri di rendicontazione precedenti).[↩][↩]
- Fonte: FILA Corporate Presentation (2020)[↩][↩]
- Fonte: Bilancio FILA FY2024[↩]
- Management Estimates; Fonte: FILA Q3 Results & Capital Markets Presentation[↩][↩]
- Ripartizione dei ricavi FY23, come indicato nella Presentazione dei Risultati del Terzo Trimestre 2024 e Capital Markets di FILA (p.26)[↩]
- Fonte: Bilancio d’esercizio FILA FY2024[↩]
- Fonte:FILA Financial Statement FY2024[↩]
- Le variazioni dei dazi imposti dagli Stati Uniti restano un fattore attentamente monitorato nell’attuazione e nell’eventuale revisione del piano di razionalizzazione.[↩]
- Fonte: Comunicato Stampa di FILA sull’approvazione del Piano Strategico 2025-2029[↩]
- Fonte: DOMS-FILA Shareholder Agreement[↩]
- Raccomandiamo consultare la Presentazione dei Risultati del Terzo Trimestre 2024 e Capital Markets di FILA, che offre un’analisi dettagliata delle tendenze di mercato, del posizionamento dei brand e delle dinamiche competitive nei diversi segmenti del Gruppo. La presentazione rappresenta un netto miglioramento nella comunicazione con gli investitori e riflette uno sforzo deliberato per riattivare il dialogo con il mercato attraverso una più chiara articolazione della strategia.[↩]